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INTRODUZIONE - LE CARATTERISTICHE DELLA PROPOSTA

Il portiere una figura definita, a volte mitica, leggendaria o in qualche modo “singolare” in quanto quest’atleta interpreta un ruolo che spicca per caratteristiche di marcata individualità, seppur è giocato in uno sport di squadra; il gioco del calcio. Tutte le considerazioni a suo riguardo, in ogni caso, si accomunano in un aspetto, ovvero, nell’originalità del compito che  tocca a questo giocatore.

Io voglio occuparmi di lui.

Lo scopo della scuola è di andare, però, oltre le definizioni più o meno veritiere e folcloristiche di tale personaggio.

Il mio intento è, se vogliamo, un po’ particolare. Infatti, porrò l’attenzione sui giovani portieri di calcio. Intendo, in altre parole, occuparmi di atleti appartenenti alla fascia d’età che va dagli otto ai sedici anni. Bambini e ragazzi, quindi. Tale scelta nasce dalla convinzione che, soprattutto in questo periodo, si giocano delle carte assolutamente importanti, se non addirittura determinanti, per l’evoluzione psicofisica della persona e di conseguenza, del giovane portiere. È in questo arco temporale, infatti, che si disputano “partite” ragguardevoli dal punto di vista cognitivo, affettivo e motorio, ed è in questo periodo (che rappresenta il momento del passaggio dalla fase dell’infanzia alla piena adolescenza) che i bambini e i ragazzi imparano a conoscere se stessi e il mondo.

Durante questa trasformazione i bambini, che stanno diventando ragazzi, subiscono modificazioni del proprio corpo dal punto di vista scheletrico, muscolare, organico ed endocrino, acquisiscono altre conoscenze, conoscono e si confrontano con nuove persone. Tutto ciò crea in loro una forte spinta di crescita e di confronto con se stessi e il mondo esterno.

Sono consapevole che quest’evoluzione, però, debba essere guidata al fine di supportare, anche, gli inevitabili momenti d’insicurezza che si manifesteranno e crediamo sia importante che gli adulti offrano il proprio aiuto per indicare loro le possibili strade del percorso di crescita. La mia convinzione è che questo contributo debba essere dato, anche, in ambito sportivo e quindi concesso, nondimeno, a tutti coloro che giocano a calcio.

La scuola si rivolge a tutti quei giovani portieri che, sia in ambito professionistico che si allenano più volte la settimana e a quanti, invece, svolgono questa attività a livello dilettantistico o amatoriale. L’unicità delle caratteristiche che contraddistinguono ogni persona è, comunque, tale che, in ogni caso, diventa assolutamente secondario il contesto nel quale un allenatore di portieri opera. Io considero decisivo, in realtà, partire dall’identificazione dei bisogni dei propri atleti e fornire loro i migliori percorsi didattici d’apprendimento. Ciò che varierà, è ovvio, sarà il tempo che gli atleti e gli allenatori potranno dedicare a questo scopo.

Per poter raggiungere questi obiettivi, individuerò gli elementi caratteristici che contraddistinguono il ruolo del portiere nel gioco del calcio. In particolare, specificherò quali abilità di tipo cognitivo, tecnico, motorio e affettivo, a mio giudizio, egli deve possedere. A questo riguardo, la mia attenzione sarà forte, in quanto considero la funzionalità e l’equilibrio di questi elementi, un prerequisito e, nello stesso tempo, un obiettivo indispensabile per formare la sua personalità di atleta. Io miro, pertanto, a formare persone capaci di interagire in modo intelligente, in grado di prestare attenzione al proprio corpo, al movimento degli altri e della palla, capaci di operare in modo funzionale nello spazio che sono chiamati a  difendere, la porta.

Il mio interesse si concentrerà, dunque, sugli elementi tecnici che caratterizzano la sua azione, rappresentando gli stessi un bagaglio “culturale”, indispensabile, perché il portiere possa intervenire in modo appropriato sul compito che deve svolgere. Mi occupererò di motricità e identificherò, di conseguenza, gli elementi coordinativi del movimento utili all’organizzazione della migliore gestualità e strumento indispensabile per permettere risposte motorie efficaci. Considererò l’aspetto cognitivo del movimento e riconoscerò quali processi di questo tipo caratterizzano la sua azione.

Prenderò in considerazione l’aspetto psicologico e affettivo che accompagna il portiere nell’interpretazione del suo ruolo, affinché egli possa imparare ad assecondare, al meglio, i lunghi periodi in cui rimane inoperoso mantenendo forte, comunque,  la sua attenzione al gioco, oppure quando, inevitabilmente, dovrà far fronte ai propri errori, alle proprie incertezze insegnandogli a convivere con esse e istruendolo, a proposito, per riconoscere nell’errore lo strumento utile per identificare e superare carenze sul piano motorio, tecnico, cognitivo e psicologico/emozionale.

In ultima analisi, lo stimolerò alla partecipazione al gioco di squadra, affinché anche egli possa contribuire, prima, durante e alla fine della gara ad interpretare al meglio, con i propri compagni, gli eventi del gioco.

Fornirò infine, “immagini” del lavoro che il portiere può svolgere durante il proprio allenamento (parte operativa). A questo riguardo, la mia offerta sarà caratterizzata dallo sviluppo di “percorsi” specifici di lavoro. In altre parole, “traguardi d’apprendimento” che il portiere potrà raggiungere.

Tenderò, insomma, ad un allenamento capace di favorire la crescita di un atleta abile, pronto intellettivamente e motoriamente a compiere azioni efficaci, discostandoci da un disegno d’allenamento che assomigli ad un addestramento.